Aiutiamo Veronica...

Ciao, mi chiamo Veronica e sono una bella bambina di 4 anni nata in Inghilterra da genitori sardi, affetta da tetraparesi spastica per vicende che hanno accompagnato la mia nascita. Questa patologia, che rientra nel quadro della paralisi cerebrale infantile, mi impedisce di parlare e di mangiare, bere e muovermi autonomamente; insomma di condurre una vita “normale”.

Veronica
Sono comunque una bambina allegra e solare, sempre pronta al sorriso, con tanta voglia di entrare in relazione con gli altri, molto sveglia, curiosa e attenta a tutto quello che mi succede intorno. Cerco, con i pochi mezzi che ho a mia disposizione, di attirare l’attenzione se ho bisogno di qualcosa e, con l’allegria o il “musetto”, di trasmettere le mie emozioni.

Seguo regolarmente delle terapie mirate, grazie alle quali ho fatto tanti piccoli progressi e sono stata sottoposta a visite mediche specialistiche anche in Florida presso l’Ocean Hyperbaric Neurological Center ed il Therapies4Kids, due centri tra loro connessi e altamente specializzati dove mi sono state date buone speranze di miglioramento attraverso particolari terapie che, applicate già da diverso
tempo a bambini con problemi simili al mio, hanno dato notevoli risultati. Si tratta, fondamentalmente, di tre approcci terapeutici: ossigeno-terapia in camera iperbarica (OTI), un programma di allenamento intensivo personalizzato per bambini affetti da paralisi cerebrale e malattie neuromuscolari (Therasuit Method) e un percorso riabilitativo progressivo per il rinforzo dei muscoli del distretto orale (Oral Motor Therapy). È possibile ricorrere a questi trattamenti anche in Europa, in pochi centri privati a pagamento presenti in Paesi diversi. I miei genitori ritengono che, allo stato attuale delle cose, quest’ultima soluzione sia la migliore per me. .

Veronica

I costi sono veramente proibitivi per una famiglia di comuni lavoratori ma, grazie a questi trattamenti ed al lavoro del logopedista, io potrei finalmente iniziare a pronunciare le mie prime parole, a muovere i miei primi passi ed a mangiare con la bocca, dal momento che, attualmente, vengo nutrita per via enterale attraverso PEG, ovvero per mezzo di un sondino inserito nella parete dello stomaco; inoltre, sarebbe opportuno cominciare il trattamento terapeutico quanto prima perché i tempi di recupero aumentano col passare degli anni.

Faccio pertanto un appello affinché tante persone, con un piccolo gesto di solidarietà, aiutino concretamente i miei genitori in questo percorso offrendo quello che vogliono o possono, per far sì che io possa raggiungere quel minimo di autonomia indispensabile per poter entrare in relazione con gli altri e con l’ambiente che mi circonda. Questa raccolta di fondi è supportata dall’impegno delle amministrazioni comunali e dal Comitato “Il ’67 per Veronica”, costituitosi spontaneamente ad Uri, paese di origine della mia mamma.